Venezia, nel Caligoto c’è la storia del Campanile di San Marco crollato nel 1902 e riedificato nel 1912

120 anni fa, tra le macerie del Campanile di San Marco selezionate dall’archeologo Giacomo Boni, fu rinvenuto un calice del 1500 che si può ammirare al Museo d’Arte Vetraria di Murano MUVE.

Nel 1912 Vittorio Toso Borella, maestro vetraio di Murano, reinterpretò il bicchiere rinascimentale per conto di Filippo Grimani. Il Sindaco di allora lo fece riprodurre come gadget di rappresentanza del Municipio di Venezia per il brindisi inaugurale del 25 aprile 1912.

La Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia n. 100 scriveva così: “Ad ogni invitato fu regalata quale ricordo una coppa di vetro di Murano riproducente quella trovata nelle fondamenta del Campanile crollato”.

“Oggi, grazie all’ingegno di Piero Nason e alla collaborazione tecnologico culturale di Confindustria Venezia – si complimenta l’autore del progetto Vittorio Baroni – abbiamo realizzato il Caligoto, cioè il goto a forma di calice, per farlo diventare simbolo di rinascita e prosperità”.

Martina Semenzato Presidente della Sezione Vetro di Confindustria Venezia: “La lunga tradizione manifatturiera del vetro di Murano è radicata nella storia di Venezia e il Caligoto riprodotto da Nason Moretti ne è la chiara dimostrazione. Questa eccellenza del Made in Italy coniuga saper fare, arte, creatività e tecnologia. Per questo motivo, i preziosi oggetti realizzati nell’isola lagunare sono unici e non possono essere replicati altrove. La nostra vocazione è quella di travalicare sempre più i confini di Venezia, per far conoscere le meraviglie del vetro di Murano in tutto il mondo”.

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